Beni comuni, Patrimonio artistico e storico

I beni comuni sono quei beni che non sono proprietà di nessuno; essi non riguardano solo le componenti naturali quali gli ecosistemi e le risorse non riproducibili,ma anche le forme della conoscenza, il capitale sociale, le regole, le norme, le istituzioni

I beni comuni fondamentali, materiali e immateriali, sono patrimonio collettivo dell’umanità. Risorse collettive, cui tutte le specie hanno uguale diritto; sono pertanto il fondamento della ricchezza reale.

Una prima categoria comprende: l’acqua, la terra, le foreste e la pesca, vale a dire i beni di sussistenza da cui dipende la vita, in particolare quella degli agricoltori, dei pescatori e dei nativi che vivono direttamente sulle risorse naturali. Per beni comuni non s’intendono solo le risorse naturali in quanto tali, ma anche i diritti collettivi d’uso, da parte di una determinata comunità, a godere dei frutti di quella data risorsa, diritti denominati usi civici.

Una seconda categoria di beni comuni comprende i beni comuni globali: l’atmosfera, il clima, gli oceani, la sicurezza alimentare, la pace ma anche il patrimonio culturale ed artistico, la conoscenza, i brevetti, Internet, cioè tutti quei beni che sono frutto della creazione collettiva.

Una terza categoria di beni comuni è quella dei servizi pubblici forniti dai governi in risposta ai bisogni essenziali dei cittadini. Si tratta di servizi quali: erogazione dell’acqua, della luce, il sistema dei trasporti, , la gestione dei rifiuti, la sanità, la sicurezza alimentare e sociale, l’amministrazione della giustizia.

Messi sotto attacco della privatizzazione imperante, dettata dalle organizzazioni economico finanziarie globali, i beni comuni, hanno suscitato l’interesse sempre più vasto della società civile in tutte le parti del mondo che ha preso coscienza della loro importanza e si oppone con varie modalità alle liberalizzazioni selvagge.

Infine, il tema dei beni comuni sottende ad un recupero di modelli di compartecipazione e di decisione basati sulla democrazia diretta, partecipativa, per tutti coloro che hanno diritto all’accesso aperto ai beni comuni, siano municipalità o gruppi e reti cittadine, soggetti singoli o collettivi.

Il Movimento5stelle si riconosce pienamente nella difesa dei beni comuni in tutti i suoi aspetti; per il comune di Vinovo proponiamo di:

  • Proteggere la proprietà collettiva, promuovere la gestione partecipativa e favorire accessibilità e la fruizione dei beni comuni vinovesi a tutti i cittadini

In particolare:

  • gestione pubblica e partecipata dell’acqua, risorsa vitale e non merce su cui lucrare. L’amministrazione si impegnerà in ogni luogo competente a difendere la proprietà e gestione pubblica dell’acqua e il pieno rispetto dei referendum del 2011 e delle sentenze della corte costituzionale promuovendo azioni di sostegno alla trasformazione di SMAT in azienda consortile di diritto pubblico, in collaborazione con il Comitato Acqua Pubblica[1].
  • difesa dei servizi di pubblica utilità del rischio di privatizzazione promuovendo un gestione pubblica, trasparente e partecipata delle società che li gestiscono; anche attraverso l’approvazione della delibera CassaDepositi e Prestiti[2]
  • difesa degli spazi di socialità presenti sul comune favorendo,ove possibile, gestioni dirette dei cittadini/utenti degli stessi
  • difesa del patrimonio storico del comune cercando di salvaguardare edifici storici da speculazioni edilizie o futuri interventi di urbanistica del paese
  • tutela delle aree a patrimonio ambientale, architettonico, storico culturale, prevedendo l’incremento delle aree verdi intorno ad esse

Castello della Rovere:

–       promozione del castello all’esterno del comune come luogo adatto a manifestazioni pubbliche, convegni, mostre o quant’altro per aumentare le proposte culturali accessibili ai cittadini.

–       Verifica dell’attuale contratto con la St John e del rispetto dei vincoli contrattuali della stessa verso il comune

–       Riproposizione visite e percorsi turistici in collaborazione con le associazioni cittadine interessate.

–       Aumento della fruibilità da parte della cittadinanza.

–       Ricerca di fondi e bandi pubblici per la manutenzione/ristrutturazione dello stabile



[1]           www.acquapubblicatorino.org

[2]           Allegato Delibera Cassa Depositi e Prestiti – proposta da http://www.perunanuovafinanzapubblica.it

3 Responses for this post

  1. Claudio Tartaglino
    Claudio Tartaglino
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    E’ giusto scrivere e chiedere lumi sulla concessione alla St.John del castello, e giusto chiederne il rispetto dei vincoli contrattuali della stessa. Ma la domanda è incompleta, bisognerebbe anche chiedersi “verifica del comune e dei vincoli contrattuali dello stesso verso la St.John”. Oppure siete certi che il comune sia assolutamente in regola?

    Reply
  2. sergio
    sergio
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    condivido quanto postato da Claudio Tartaglino….vedere se lato comune siano stati rispettati i vincoli….

    Reply
    1. Maria
      Maria
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      Sarebbe opportuno valutare una convenzione con la “carta musei” in modo da inserire il Castello come punto di interesse anche attraverso la disponibilità di ospitare mostre temporanee.

      Reply

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